Quale racconto ti piace di più?

Per i viandanti, lettori dei miei racconti...

Per leggere al completo tutti i capitoli di ciascuna storia dovete semplicemente cliccare, sotto al Capitolo corrente, dove c'è la scritta 'Etichette' e cliccate dove c'è scritto 'Triplice Volto' o 'Ondine' o qualsiasi altro titolo di qualsiasi altro racconto che volete leggere. Una volta cliccato, vi ritrovate tutti i capitoli, ma se dovete leggerli in ordine cronologico dovete leggerli da giù, ossia dal primo, verso l'alto, dove trovate l'ultimo Capitolo scritto. Spero di essermi spiegata in maniera chiara.

Buona Lettura!

La vostra Nocticula.

domenica 6 maggio 2012

Varco Oscuro...

Cammino serena tra gli alberi che mi circondano. 
Fra loro mi aggiro con le braccia aperte affrontando il vento che da Nord spira e mi dice 'Eccoti, figlia mia'.
 Chiudo gli occhi e sento le stelle di lassù che mi invocano e vogliono che io canti per loro...
ascolto i sussurri sibillici della notte e mi dicono che sono pronta ad affrontare il mio destino.
 Apriti, Varco Oscuro, io scenderò nelle tue viscere...


Cresceremo insieme...

Qualsiasi cosa tu faccia, ti starò sempre accanto, qualsiasi cosa tu decida anche se non sarò d'accordo ed esprimerò il mio dissenso, io ti sosterrò per il rispetto della tua scelta e perché ti voglio bene. Cercherò di proteggerti sempre perché so che tu faresti e hai cercato di farlo sempre. 


Tu mi hai tenuto la mano quando ne avevo bisogno e non te l'ho chiesta, quando sapevi ciò che provavo e non ti serviva che io dicessi nulla per un abbraccio di conforto. 


Sei cresciuta con me, e l'una ha trasmesso il proprio patrimonio all'altra e siamo state unite come sorelle da quando ci conosciamo, anche quando eravamo distanti. 


Cresceremo ancora, ed insieme, e sempre sorelle rimarremo perché ciò che ci lega è fatto di un materiale indissolubile, più resistente dell'acciaio o del diamante. Io nel momento del bisogno farò lo stesso con te. 


Ti terrò la mano quando ne avrai bisogno, e anche se non mi chiederai niente, anche se mi respingerai, io ti darò il mio abbraccio perché ti conosco e non servirà alcuna parola. 


Ti voglio bene, Deb. 


<3






Oblio blu


sabato 5 maggio 2012

La bellezza del silenzio...

Il silenzio della notte è sia un'arma che un rifugio nel quale puoi scappare quando vuoi:

Il tuo nemico non può vederti, non sa niente di te perché il silenzio non gli rivela nulla. Lo fai aspettare di avere un segno, qualcosa che ti riveli a lui, ma non succede, e il silenzio lo manda in paranoia. L'irrequietezza assale il tuo nemico permettendo così la sua autodistruzione...

Quando hai bisogno di piangere lacrime che non hai intenzione di svelare a nessuno, ti accoccoli nel buio rassicurante della notte, come nel grembo d'una madre, o come in una culla oscura, protetta, in cui nessuno può attaccarti. Quando hai bisogno di conforto, quando hai bisogno di scappare da tutto e da tutti...quando invochi nelle tenebre le braccia di una madre che non hai mai avuto e per un momento, l'oblio ti prende tra le sue sostituendo quel vuoto e ti porta via nelle sue profondità...

Questa è la bellezza del silenzio.
Ti prego, Oblio, portami via...











Sei la mia stella...

Perché? Perché, cosa significa?


il momento stesso in cui offro al mondo un mio prodotto, tu appari per magia e manifesti il tuo consenso. 


Che ricambi ciò che provo? No, impossibile. Non puoi. Non credo, che tu possa. 


Che confermi la mia tesi e in silenzio annuisci con infame freddezza e il tuo sguardo distante mi affermi, nuovamente e con nuovo dolore rassegnato, che non ti ho avuto non ti ho e non ti avrò mai con me?


Oppure, non è altro che un semplice apprezzamento di una manifestazione d'arte?


...Cosa vuol dire questo tuo silenzio annuente?...


Niente, non vuol dire niente, le nostre anime si guardano da lontano, come le stelle:


le ammiri, le adori, le trovi stupende e hanno rapito il tuo cuore solo per il semplice fatto che esistano...ma non le potrai mai toccare, non le potrai mai sentire, o sfiorare con un bacio...sono troppo lontane da te. 




Aneddoto n°4

Il top dello squallore.

La signorina Gina e il suo fidanzato Và, fanno l'amore come di consueto succede. Si sa ormai della fissa che hanno gli uomini di venire sul seno e più é pronunciato, più sono fissati. E' una regola fondamentale U.U

La signorina Gina, dopo, va a sciacquarsi in bagno con tutta fretta, senza sapone, poiché una sua amica, Merit l'ha chiamata chiedendo a lei e al suo ragazzo, Và, di uscire, e insieme a lei vi é anche il cugino gay. La sua amica e suo cugino, salgono da Gina e il fidanzato e partono tranquillamente saluti e abbracci.

Il cugino gay di Merit, si avvicina di nuovo a Gina, le odora il petto e fa 'Mmmm, che buon odore! Che cos'è?'
Sia Gina che Và schiattano a ridere. 'Niente!' dice Gina 'Eau de toilette!'

martedì 1 maggio 2012

Pensieri dolenti

E così stuprata dalla realtà del mondo,
mi accinsi a diventare la donna che il volto cambiò in espressione della maturazione umana.



domenica 29 aprile 2012

L'essere Strega.

Credete che una vita fatta di magia sia come la vediate in 'Sabrina, vita da strega', o  come la descriva Silver Raven Wolf nel suo libro 'Giovani Streghe', o come ve l'hanno sempre descritta?

Per niente. Essere strega non è una vita soltanto magica e piena di positività. Va in concatenazione con la vita reale. Tutto è amalgamato con la vostra spiritualità. Tutto ciò che siete è tutto ciò che fate, tutto ciò che fate siete. Ed essere streghe, spesso, equivale ad essere reietti. 

Spesso si é succubi del male del mondo, e come Prosèrpina diventò la Regina degli Inferi, rapita e stuprata da Ade, anche noi, streghe matureremo a nostra volta 'stuprate' dalla nefandezza di questo mondo. Il nostro obbiettivo é raggiungere la saggezza, la maturità e la maturazione personale, vedere il mondo per quello che é, mostrarci per quello che siamo anche se significa accettare la triste condizione umana.  

Di fatto, pochi sono capaci di fare una cosa simile. Pochi sono le vere streghe. E pochi rimarranno.  E' facile trovare gente che sa del tuo interesse per la magia, farsi abbindolare da certi gruppi di pagani, che attualmente anche su quel maledetto Facebook girano e ti accolgono tra loro con una confidenza non richiesta, facendoti sentire parte di una specie di 'famiglia'. E' tutta una menzogna. Tutta falsità immane. Ma dov'é la serietà in tutto questo? Le vere streghe non si mettono a sbandierare ai quattro venti che lo sono, né tanto meno vanno a dire in giro 'io sono la reincarnazione di Caio' oppure 'Io sono la dea Tizio'. Le vere streghe sono quelle solitarie, ecclettiche, e non vanno ad aiutare proprio nessuno. Non fanno le missionarie, perché devono riflettere bene se possono farlo, come possono farlo e perché devono farlo, a meno che non si tratti strettamente di qualcuno molto vicino a loro, come un parente o un amico intimo. E poi, mi dispiace tanto, ma, per come la vedo io ogni, e dico ogni tipo di 'gruppo' in cui si segua un tipo di religione, politica, o idea che sia è categoricamente negativo. Si deve seguire una sola idea, non c'é personalità del singolo individuo, e dove é assente la singola persona é assente anche la sua opinione in proposito. Si ha un assopimento del senso critico e, al posto di questo, un conformismo al 'bene comune' del gruppo o congrega che sia. 

Per cui il mio messaggio alle giovani streghe é :

Non confessate a nessuno di estraneo la vostra vita magica. Toglietevi immediatamente da ogni tipo di gruppo concernente la magia su facebook, se vi compromette. Perché sono degli emeriti ciarlatani. Se dovete conoscere una persona che si interessa di magia accertatevi che sappia di magia, e dopo forse gli date credito. Ma accertatevi soprattutto che sia una persona seria. Non una persona (indipendentemente dall'età) che vi fa diecimila cuoricini, diecimila stelline, che fa l'esuberante, la simpatica con tutti, io non sopporto questi atteggiamenti, perché sono sintomi di ipocrisia. E soprattutto odio profondamente la gente che vende delle previsioni, delle letture di carte, di mani, di coscie, di piedi e di culo. Andassero a trovare una vera fatica. Una vera strega non le vende queste cose. E' assurdamente rivoltante. 

Grazie, Nocticula.


sabato 28 aprile 2012

Capitolo I - Bonnie Raise.



Giunse la notte e mi fermai in un Motel sull'autostrada. Inutile dire che quel posto faceva abbastanza schifo. Ma infondo...dovevo passarci solo la notte, e se a qualcuno fosse venuta la brillante idea di derubarmi, la mia calibro 38 gli avrebbe ricordato di essere più furbo. 

<<Sono 20 dollari, gioia>>

un tizio che puzzava di sigari, sulla cinquantina, grasso e tatuato sedeva dietro il bancone della reception e mi squadrava dalla testa ai piedi con una fastidiosa aria di chi non tocca una donna da anni. 

<<Non ne vale neanche 10 a notte, da quanto fa schifo questo posto>> dissi io passandogli una banconota da 20 sotto il naso. Mi voltai verso la finestra, quando vidi, di sfuggita, un ghigno disgustoso che scoperse la sua dentatura giallastra in contrasto con l'orribile tonalità mulatta della pelle << E tu quanti ne vali a notte, bellezza?>>

Continuai a guardare la finestra. Poi il sudicio pavimento. Poi lui e sorrisi. Mi protesi verso di lui e lui verso di me, e quando fui abbastanza vicina, gli feci sentire il duro metallo della pistola contro il suo collo sudaticcio. 

<<Che cazzo hai detto, figlio di puttana?>>

lo sentii che trasaliva e dopo un'attimo di fiato sospeso iniziò a cambiare tono. 

<<La sua stanza è la numero 4, al piano di sopra...>>

<<Che gentiluomo...>> rimase per un attimo pietrificato << le chiavi?>>

<<Oh, sì, che sciocco>> prese il mazzetto dal piccolo scaffale e me lo porse <<già >> dissi <<che sciocco...>>

feci per andarmene, ma non ritirai la pistola. 
Scavalcai il bancone e gliela puntai alla pancia << Non vorrei spaventare il bambino che devi partorire da là dentro, ma...sai, siccome fa schifo questo posto...mi piacerebbe pagare la metà di quanto mi hai chiesto>>
il povero tizio sudava di brutto. Si avvicinò alla cassa << certo, signorina>> e mi porse una banconota da 10.  
<<Grazie>> gli sussurrai indietreggiando con la pistola puntata ancora su di lui. 


Sarò stata fortunata o bastava veramente solo una pistola per far cadere le palle a un coglione del genere?


Chiusi la porta alle mie spalle. Sì, faceva abbastanza schifo anche nelle camere. 
Posai il mio borsone sul letto che scoprii fastidiosamente cigiolante. Ma dovevo accontentarmi. Era una stanzetta di circa 2 m2, con il soffitto pieno di crepe e una lampada mezzarotta su un piccolo comodino accanto al letto. Controllai il bagno. Almeno quello era pulito. Stretto, ma pulito. Presi il bagnoschiuma dal borsone, posai il mio cappello da cowboy su una sedia, i vestiti che mi tolsi sul letto e andai sotto la doccia. 


Ormai erano due anni che vagavo da una parte all'altra dell'Oregon senza una meta precisa. Il più delle volte se mi muovevo era di notte, quando non avevo una sistemazione fissa. Denunciarono la mia scomparsa quando scappai. Avevo diciotto anni, una pistola che avevo imparato ad usare bene e la jeep rosso scuro che rubai a mio padre. Cambiavo taglio e colore di capelli ogni mese, per evitare che mi riconoscessero. E per i soldi...beh...andavo ogni tanto a fare dei piccoli..."prelievi" in qualche minimarket.  Finché una volta arrivò la polizia e ci fu un inseguimento. Caricai i soldi nella jeep e mi affrettai a partire a tutto gas. Corsi per un miglio circa, finché non presi una brusca scorciatoia verso la campagna. Andai a sbattere contro un albero presso una fattoria. Svenni  e rimasi senza sensi nella jeep finché un vecchio non mi soccorse e mi portò in casa sua. 
Mi risvegliai in una stanza con le tapparelle abbassate e la mia pistola su una mensola della parete di fronte a me. 
<<Ti sei svegliata finalmente!>> il vecchio spinse la porta con la spalla e aveva entrambe le mani occupate a sorreggere  un vassoio con una tazza fumate e dei biscotti. 
<<Dove...dove sono? Dov'é la mia jeep?>> posò il vassoio su un comodino e si sedette sulla poltrona accanto al letto.
<<Ah, sì...beh é ridotta piuttosto male. L'ho rimorchiata col mio trattore nel garage>>
<<Perché mi ha...mi ha soccorso? Dove sono?>>
<<Tanto per cominciare questa era la camera di mio figlio prima che se ne andasse via e...beh, non ti aspettavi che ti lasciassi così nella jeep?>>
<<Beh, non si incontrano persone troppo gentili di solito...>> dissi in atteggiamento guardingo, poi guardai la mia pistola <<specie quando trovano persone armate>> 
<<Ho pensato solo... che avessi bisogno d'aiuto>>
<<E lei soccorre una sconosciuta con una calibro 38 addosso?>>
<<Con una calibro 38 e 2000 dollari in un borsone di cuoio?>>
Rimasi interdetta e abbassai lo sguardo. 
<<Ho visto che hai un solo documento addosso, niente libretto, né patente, né tanto meno un biglietto della lotteria usato...>>
alzai di nuovo lo sguardo verso di lui <<vuole consegnarmi alla polizia?>>
<<Se avessi voluto farlo ti avrei già portato all'ospedale o pronto soccorso più vicino e ti avrei lasciato nelle loro mani>>
<<E allora cosa vuole da me?>>
<<Da cosa stai scappando, Elizabeth?>>
<<Non sono affari suoi>>
<<Nemmeno tirarti fuori dai guai sono fatti miei eppure...>>
<<Senta, se mi vuole ricattare, con me non attacca, okay? Cosa vuole da me?>>
<<Non voglio ricattarti. Voglio solo darti una mano>> per un momento mi sentii in colpa.
<<...beh>> mi alzai <<la ringrazio...ma non voglio il suo aiuto, lei me lo ha dato e non voglio che sia gratuitamente perciò se vuole che faccia qualcosa per lei, chieda pure>>
Mi guardò dal basso verso l'alto e annuì leggermente col capo. Si alzò dalla poltrona per avvicinarsi a me. 
<<Beh...una cosa ci sarebbe>> divenne anche troppo vicino, e quando mi mise la sua mano callosa sulla coscia, provai un senso di profondo disgusto <<...sai, dopo cinque anni dalla scomparsa di mia moglie mi sento un po'...solo>>


Guardai per un attimo la pistola. Poi tornai a lui. Era rivoltante, ma mi spinsi su di lui  lentamente <<Ma, certo...>> lo feci indietreggiare fino a qualche metro dalla mensola di fronte. Poi sentii che mi toccava il culo e allora non resistetti più. Gli diedi un cazzotto in faccia e mi precipitai alla pistola. 


<<Non è la prima volta che uccidi un uomo, immagino!>> disse lui  a terra col naso sanguinante e la canna della mia pistola sul suo addome. Poi guardai il telefono. Ruotai il braccio verso l'apparecchio e sparai quattro colpi. 
<<No...non è la prima volta.>> gli sparai a una gamba e scappai di sotto. Vidi in cucina il mio borsone di pelle e andai a controllare se ci fossero ancora i 2000 dollari dentro. Per fortuna non l'aveva svuotata. 


Un garage...aveva detto che aveva un garage. 

Accanto alla porta vidi un piccolo scaffale con delle chiavi,  ma non c'erano etichette, solo colori diversi.
<< Porca puttana!>> corsi fuori e andai a cercare il garage con il borsone sulla spalla. 


Eccolo!

Sparai contro la saracinesca e la aprii. La mia jeep. Ridotta una merda. 

Controllai se i miei documenti stessero ancora nel cruscotto. Ma era vuoto. Feci per ritornare in casa quando vidi il gioiello più bello che avessi mai visto. 


Una BMW 100 RS dell'80, sembrava nuova di zecca. Quasi da collezione. E lo era. 
Il serbatoio  era vuoto e delle taniche di benzina erano nascoste proprio dietro il trattore. 
Accidentalmente, insieme a una di quelle taniche, spostai  della paglia, e allora vidi qualcosa.Una piccola botola nascosta. 

2000 dollari, dopo tutto, non sempre bastano, pensai. 

Aprii la botola e si scoperse la vista di un piccolo baule rivestito di cuoio, chiuso con un lucchetto. 
Frugai nelle tasche, ma l'unica cosa che trovai era il mio coltellino e non bastava per scassinare quel tipo di serratura. 
Tirai fuori il baule e lo poggiai sul pavimento, poi iniziai a guardarmi intorno:  un rastrello, una pala, un tagliaerba, e tanti altri oggetti troppo grandi. Poi, ecco che lo vidi: un falcetto da collezione appeso alla parete.

Agganciai il falcetto al manico del lucchetto e, spingendo con entrambi i piedi il baule, iniziai a tirare con tutte le mie forze. 
Un paio di pezzi di ferro e una volata di due metri più in là dopo, aprii finalmente il baule. 
Niente gioielli di famiglia, né soldi, né tanto meno lettere che avrebbero fatto pensare ad un tesoro affettivo.

Foto. Foto in bianco e nero o di polaroid ingiallite.  
Presi in mano la prima che vidi e rabbrividii. 
Il piccolo corpicino nudo di una ragazzina sui tredici anni sormontato da delle mani adulte. 
La gettai a terra dall'orrore e capovolsi il baule formando a terra un cumulo di carte. Il ribrezzo mi salì fino alla nuca, quando scopersi lo stesso soggetto in quasi tutte le foto. Rimasi a fissarle per un sacco di tempo con un disgusto che mi provocò la nausea. 
Poi mi ricordai cosa stavo facendo prima. Guardai la tanica e ritornai a finire ciò che avevo cominciato. 


Ricordo ancora le fiamme di quella notte. Mi ci accesi una sigaretta, dopo di che sparii con i miei 2000 dollari, il mio attuale cappello da cowboy, una giacca di pelle nera e la BMW. Tutti oggettini su cui risparmiai profumatamente. 









giovedì 19 aprile 2012

Scintille

Avventure di spazio inconscio in un mare confuso e convulso. 
Questa è la mia mente e anche se può sembrare un groviglio di emozioni misto a ragionamenti assurdi 
ha in sé un'armonia nascosta. 
Il mio corpo è la perfetta sincronia del mio essere, 
eleganza e forza in un singolo dualismo combinato, 
il perfetto equilibrio tra jin e yang,
né l'uno né l'altra cosa, ma qualcosa di più, 
il perfetto intermezzo più potente di entrambe le parti costituenti,
 l'ingranaggio principale che muove ogni cosa. 
Io sono l'equilibrio. Io sono la bilancia dalle braccia dello stesso peso. 
Una spada schiavona di una pirata intrepida distruttrice e spietata,
ma mantenente un equilibrio, un criterio e un'eleganza degni di una regina. 






Fasi Lunari...)O(

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