domenica 22 giugno 2014

Spruzzi di fiele nel cristallo del cielo.

Inciampo in una strada diversa e soffro di vertigini in un basso emisfero stellato. D'improvviso è tutto vuoto, d'improvviso è tutto silente, d'improvviso è buio, è gelido, informe, conforme, indistinto, rumoroso nel suo torbido silenzio, talmente frenetico da sembrare fermo. Lo spazio è talmente grande da opprimermi e io guardo in ogni punto davanti a me anche se continuo a non individuare nulla. Sono sola. Sono fragile. Sono una bambina viziata che, trovandosi in un bosco tortuoso, dopo aver voluto affrontare sconsideratamente le tenebre, si aggira in lacrime tra gli alberi chiamando la mamma tra grida e singhiozzi alla disperata ricerca della strada di casa...


Vorrei elevarmi ad un grado che non mi si addice solo per poter aiutare chi ho amato e amo ancora. Ma appunto non essendo in grado...sono incapace di fare qualsiasi cosa...se non di aiutare soltanto me stessa. E finora...non è che abbia avuto elargito successo. Vorrei poterti stare accanto...vorrei poter alleviare quel tuo dolore. Ma come sai siamo destinate ad affrontare la vita in cima a due emisferi diversi ed opposti che non potranno incontrarsi per molto tempo...sofferenti dello stesso male, private dello stesso conforto. 

lunedì 16 giugno 2014

Limiti

Cresco. La visione della realtà ha più senso adesso. Tutto corrisponde ad un quadro composto da tutti i suoi elementi fondamentali, ognuno dei quali ha assunto un ruolo e una funzione nel proprio contesto e nel proprio tempo.  Elementi  e ruoli ciclicamente variabili.
Ricordo il sapore del sale, aspro ed etereo e ricordo il sole, così soffocante per la mia pelle e così accecante per i miei occhi.
Guardo adesso lo stesso sole e mi sto accorgendo di quanto spessa è diventata la mia pelle. Il suo calore è diventato un velo piacevolmente carezzevole. La sua luce è per me una protezione e una vibrazione di  vitalità che mi trasmette cancellando ogni mio desiderio di morire.
Ho superato me stessa cadendo nell’Oblio.
Mi sto accorgendo che la Legge d’attrazione sta funzionando sempre più nella mia vita. Pian piano imparo a gestirla. Un mio amico mi disse ‘Questa è la tua realtà, e come tale è formata da ologrammi che solo e soltanto la tua mente ha potuto creare ’ . Io gli risposi che non siamo solo ologrammi, gli uni nella realtà dell’altro, e che non è così facile, con uno schiocco di dita cancellare qualcuno per poi invitare qualcun altro al suo posto, che siamo persone fatte di carne ed ossa.
Sono vere entrambe le cose. Siamo ologrammi, ma siamo anche persone reali. Siamo elementi, o viandanti, ognuno con una realtà che gli orbita attorno e nel momento in cui alcune realtà si incontrano con altre, vuol dire che , in qualche modo, quelle determinate realtà avranno qualcosa di simile. Siamo come tanti piccoli universi che, girando ognuno attorno al proprio asse, collidiamo fra noi trovando ciò che avevamo chiesto o ciò di cui avevamo bisogno di imparare. Tutto riguarda principalmente il movimento circolare e ciclico dell’infinito. Tutto ha un proprio centro, tutto ha un proprio universo, tutto orbita attorno ad altri universi e altri universi orbitano attorno ad altri universi, all’infinito. La quotidianità in cui viviamo è una mente. La realtà che ci circonda è una mente, il mondo su cui viviamo è una mente, menti in una grande mente, e così discorrendo il resto dei pianeti del sistema solare sono altre menti formate da altre menti, che orbitano in una enorme mente che è l’Universo stesso. Non dobbiamo mai dimenticare di estendere il nostro ‘universo’. Più pensiamo in grande, più trasmutiamo i nostri limiti, più saremo forti, consapevoli, aperti ad un mondo più grande. Le paure sono limiti. La nostra rabbia è un limite. L’ignoranza è un limite da non sottovalutare. E soprattutto la presunzione, il sentirsi superiori, il sentirsi consapevoli  o in qualche modo migliori di qualcun altro è un errore che francamente non mi piace affatto ma che molti si sentono in diritto di commettere. Una cosa che dobbiamo imparare è che, anche se abbiamo 7000 anni di esperienza alle spalle, o 9'000'000 o miliardi di esperienza alle spalle, non abbiamo imparato abbastanza, perché l’universo è infinito. Ma soprattutto…per quanto potremo essere vecchi e consapevoli, per chi non ha la nostra stessa consapevolezza…dobbiamo avere il rispetto, lo stesso e identico rispetto che daremmo ad un nostro ‘pari’. Non esiste la superiorità, non esiste un premio per chi diventa martire, non esiste un premio o una promozione spirituale se diventiamo più consapevoli. Esisti tu, esistono gli altri, esiste il fatto che tu devi fare ciò di cui hai bisogno per poter capire e comprendere. Per poter essere felice. Per trasformarti. A cosa serva questo ciclo infinito e graduale esattamente non lo so. So soltanto che è naturale. Fa parte dell’universo. Il bene e il male fanno parte dell’universo, non esiste un conflitto vero e proprio fra queste due entità. Esiste semplicemente il fatto che sono due poli opposti che si scontrano e reagiscono l’uno contro l’altro. Con un polo noi ci troviamo bene, stiamo bene, viviamo bene, con l’altro invece siamo all’inferno e sviluppiamo tutti i nostri lati più distruttivi, tirando fuori l’odio che abbiamo per noi stessi. La questione è che servono entrambi. Senza lo Yin , lo Yang non ha alcun significato. Per poter essere nella luce e consapevole, devi aver assaporato il buio delle Tenebre più oscure e averne compreso l’essenza superando te stesso e cambiando il punto di vista della tua realtà per accedere a una realtà nuova e superiore a quella di prima. Rivoluzione nella rivoluzione, non esiste una rivoluzione giusta e una sbagliata. Sono tutte necessarie alla risoluzione di sé, per trovare una soluzione ‘migliore’, o di un altro livello.
Ma a questo punto viene naturale il sorgere di una domanda…
Se non esiste la superiorità o l’inferiorità, come prima detto,come mai allora si parla di livelli?
Sembra un ragionamento contraddittorio.
In realtà è la comprensione di qualcosa che prima d’ora era stato difficile comprendere. Il coesistere di un concetto e del suo contrario.
Esiste un percorso spirituale che porta ognuno a crescere e raggiungere una ‘dimensione’ superiore, ma questo non vuol dire che esista una ‘gerarchia’ spirituale, solo una consapevolezza spirituale maggiore man mano che si cresce. Questo inoltre non stabilisce che uno più consapevole sia ‘superiore’ a qualcun altro meno consapevole. O in qualche modo uno più ‘consapevole’ abbia più diritto o l’onere di insegnare agli altri meno consapevoli solo perché ha una comprensione maggiore delle cose. Anche perché se uno assumesse quest’atteggiamento…io non lo riterrei il ‘maestro’ che si ritiene.
Ciò che ho imparato soffrendo è stato…che non devo più scappare dalle situazioni per migliorarle. Voglio dire…sì, è sano staccarsi da una situazione troppo pesante…ma non devo più tagliare i rapporti con quelle situazioni. Non posso solo scappare e basta, dimenticandomi di tutto. Devo affrontare ciò che mi spaventa di più: il dolore. Per quanto possa essere insopportabile…devo affrontarlo e devo razionalizzarlo, nel senso che devo vederlo per quello che è, rassegnarmi all’idea che ci sarà qualsiasi cosa io faccia e…che in realtà sono perfettamente capace di reggerlo…
La morte non è più un mio desiderio. La morte in realtà è una scappatoia. E’ troppo facile suicidarsi quando si prova tanto dolore. Così facile che nemmeno te ne accorgi che stai sprofondando. Sei convinto (poi non è detto che sia sempre così) che stai ancora combattendo, che stai resistendo. Ma in realtà ti stai solo facendo consumare dal tempo fin quando l’ultima goccia del tuo sangue non verrà prosciugata e avrai la soddisfazione di dire ‘ho fatto tutto quello che potevo, non potevo fare altro’. Stronzate. E’ quel limite che dobbiamo superare e non ce ne rendiamo conto. Ogni limite che possiamo superare dobbiamo superarlo. Dobbiamo trovare la forza di non diventare pazzi in un mondo che abbiamo costruito noi stessi al fine stesso di diventare pazzi. Eggià.
Che rottura di cazzo, eh?
Ma c’è una cosa che secondo me ancora non vi è chiara, ragazzi. Tutto quello che riceviamo dalla vita…indovinate un po’ chi è il responsabile…?



Ribadisco. Eggià.


mercoledì 9 aprile 2014

Cacofonia.

Ho fatto una rivisitazione del blog. Alcuni post, di tanto tempo fa, erano carini. Altri avrei anche potuto scaricarli nel cesso per quanto erano demenziali. Ho letto degli scempi che mi hanno fatto pensare che, quando li scrivevo, non avevo un cazzo da fare. Oppure dovevo scriverli giusto per tenere aggiornato il blog. Okay, ora basta stronzate. 

La ritrattista nei mercatini. Questo faccio ultimamente. Visto che gli unici lavori che erano volentieri disponibili ,come part-time, erano quelli di operatrice di call-center. Ti sottopagano per intossicare il fegato ai vecchietti e alle famiglie col padre esaurito da miliardi di debiti. Per non parlare delle truffe.
Straordinario come in secoli di storia l'umanità si evolve così egregiamente. Uao. Una volta provai a farlo, per una settimana. E mi fece schifo. Quindi faccio questo pseudo-impiego nel weekend e non mi va neanche tanto male. Anzi, credo che sto incrementando le mie vendite.

E una cosa che mi piace tantissimo è proprio la cultura dell'arte e del ritratto che sto risvegliando nella società, piano piano. La gente pensa che un ritratto debba essere identico al soggetto. Ma non è così. Non è mai uguale al cento per cento, ma è attinente alla realtà con la discrezione e l'interpretazione dell'artista. E poi la realtà è relativa. Non esiste una sola realtà, esistono tante realtà individuali che coesistono e orbitano l'una all'interno dell'altra, come una matriosca. La gente questo non lo concepisce spesso. 

Quante volte la gente si ferma e dice 'Uoà! Guard', Giggì, a' signor' fa e' fotografij!'

A' signor', poi. Ma quanti cazzo di anni dimostro? Ne ho solo venti, porca miseria. 

Vabeh, ritornando al 'e' fotografij'. Ragazzi, quante volte lo devo dire, il ritratto NUN' E' NA FOTOGRAFIJ', è un RI - TRAT- TO. Se era 'na fotografij, si chiamava fotografij e se nun' s' chiamm' fotografij, vuol dire che c'è 'na ragione. Giust'?

Un'altra poi...' E' FOTOCOPIJ'. 

La prima volta che sentii quest'affermazione, fu amore a primo udito. 
M'hanno pijato per la macchinetta. Metti soldi e ti stampa il ritratto. 

...Ma in quale universo alternativo?

No, perché oltre a concepire il ritratto come la fotocopia, ti graziano pure mettendoti l'ansia ogni cinque secondi...

Non è detto, eh...a volte sono pure buoni: ti danno pure 8 secondi di intervallo, tra un rompimento di cazzo e l'altro. 

'Eh, ma quando finisci?' 
'Signò, un venti minuti minimo...'
'Eh, ma non mi piace!'
'Grazie, non è ancora finito...'
'Eh, ma che sono tutte queste linee? Poi mica lo lasci così?'
'Si chiama quadrettato, signora, serve per prendere bene le proporzioni...'
'Eh, ma poi lo sHcancelli?'

L'essa pijà a paccheri, ma non vi preoccupate. Io perdono tutto, anche a' vecchia spustat' più ignorante del Granatello.

Un'altra bella cosa che la maggior parte della gente fa è che, a lavoro finito, non tutti, ribadisco, è di pagarti di meno perché il lavoro non è come dicono loro. Ma m'avit' pijat' p'a' cines'? 
Senza offesa per i cinesi. Ma io francamente su qualsiasi ritratto che faccio, è vero che è facile per me, però ci butto il sangue...fate, un ritratto voi e vede di quante cose dovete tenere conto. E la fatica costa,sinceramente. Giustamente per venire incontro ai clienti stabilisci già un prezzo basso. Poi se però, fai un lavoro da venti euro e ti danno gli spiccioletti...beh...c'è qualquadra che non cosa. 

Fare la ritrattista a Napoli, è un'esperienza che ti forma...
Anche la uallera. Impari a sfottere le persone. E' una cosa divertente...




martedì 18 febbraio 2014

Deidre è tornata.

Il tepore del sole finalmente di nuovo sulla mia pelle. Tiro un sospiro di sollievo e la sensazione di avercela fatta mi scende dalla testa e mi attraversa il corpo fino a rendermi molli le gambe lasciandomi una vertigine. Sorrido stremata. Alzo gli occhi al cielo e apro le braccia. Mi sento una nuvola bianca e leggera e allo stesso tempo sento l'asfalto che si confonde con le mie membra, come se mi sciogliessi. Sono felice. Non ho zavorre sulle mie spalle...e il peso lo sopporti meglio quando non lo senti. 
Mi farò crescere i capelli, mi ricostruirò una nuova vita a partire da oggi, sono morta e rinata tante nella mia adolescenza...ma non so perché ho la sensazione che questa nuova vita durerà molto di più. Riesco a vedere sempre più la luce accecante della mia alba che splende argentea sul mio percorso. Torno tra la mia gente e nelle mie strade con una nuova consapevolezza e una nuova veste. Ora mi sento libera. Davvero libera e soprattutto forte. 
Il mio sorriso stavolta non smetterà di illuminarsi. Non sono mai stata così felice di stancarmi.
Ho ottenuto ciò che ho sempre desiderato, ed è fantastico. 




giovedì 10 ottobre 2013

Il colore del buio

Attraverso sterminati corridoi che si confondono e non mi fanno capire dove sto andando. A volte fuggo, a volte cammino, a volte rallento, ma vado sempre avanti. Anche se le mie gambe sono stanche. E sono stanche da quasi l'inizio del percorso. Ritornerò in vita?
I demoni mi stanno alle calcagna. Ricordo il tepore del sole ma mi asfissia impedendomi di assaporarlo. L'ansia di una e più voci stridenti e gracchianti mi impediscono di volare. Imploro loro di lasciarmi in pace, perché sono come pugnali nel cuore. Io voglio la pace. Dentro di me e fuori di me. Campane. Il rumore delle campane di fuori si unisce all'eco di quelle fastidiose voci e mi sfinisce in una pozza di sangue e fuoco. Chiedo aiuto, perché ogni minimo bisbiglio mi sta facendo diventare isterica. E io cerco di trattenerla quella bestia dentro di me che sa solo ruggire annebbiandomi la mente con la rabbia, con la frustrazione, col lamento...
Nel letto mi divora le carni e non riesco più a distinguere ormai la mole di violenza che ci mette ora da quella che metteva prima...Sembra sempre più feroce. Ma io vedo solo sangue. 

Questo lo scrissi un po' di tempo fa quando mi sentivo persa...forse più persa di adesso...ora quella pace l'ho trovata, per fortuna, in parte ma l'ho trovata. Sto cercando di mettere ordine nella mia vita come nella mia mente e vedo lo spiraglio di luce fino a qualche settimana fa mi mancava. Sto abbandonando la nostalgia e al contempo lei sta abbandonando me senza però lasciarmi sola con i demoni che mi tormentano.
Non sento più le voci stridenti e le campane non mi danno più fastidio sto assaporando qualcosa di nuovo e riesco a comprendere ora come mai il significato della vita. Di questa vita. Ringrazio chi mi ha portato fin qui nel bene e nel male perché adesso riesco a comprendere, assaporare, rivalutare il vero colore del buio, di quel buio da cui io fuggivo ma che è sempre stato ed è luce.


sabato 18 maggio 2013

Eco del cuore...

Chi ascolterà il mio grido se non il vento?
Chi potrà comprendere il mio dolore? 
Ecco. Lo sento. Sta sgorgando dentro di me. Il sangue . O sono lacrime? Non lo so, non le sento non le voglio sentire. 
Sto gridando. O è la tua voce? 
Non lo so, ho paura che sia un'allucinazione. 
Amore, amore, quando ritornerai? Sento il mio cuore battere sempre più forte. Il suo eco mi ricorda un tamburo. Il tamburo mi ricorda la mia terra. Oggi voglio esser preda delle mie lacrime perché è l'unico modo che ho per sentirmi vicina a te. Amore mio, quanto, quanto tempo? Non lo posso sapere. Ti voglio, voglio le tue braccia a stringermi, sento il tuo tepore. Sento il tuo corpo. Sento il tuo cuore che batte e insieme a te mi grida e mi rimprovera di non piangere perché sei con me. Quanto ti amo, amore. Quanto ti amo. 



Aspettare un tempo che non esiste...

Hai idea di che significhi? Aspettare un tempo che non esiste?
Pensi che se non esiste non mi debbo fare il problema di aspettare? 
Il tempo è relativo. 
Stesso Eistein lo diceva. 
In realtà siamo noi che diamo una definizione, un numero e una misura al tempo. Ma esso non esiste che per il nostro cuore. Almeno qui sulla terra. E questo lo diceva Bergson. 
Ma non è importante chi l'ha detto. L'importante è che è vero. 
Io lo sento addosso. Sento il suo peso soffocante. E a volte questo peso mi scivola addosso fingendo di non esistere. 
Anche in me l'esistenza del tempo è relativa. In me il tempo esiste quando non ci sei. Smette di esistere quando sei con me. 

Non riesco a trovare niente che possa sostituirti... e il tempo mi sta pesando sulle spalle come un macigno. Non voglio rilevarne la massa. Né a me, né ad altri . Non voglio sentire ulteriore peso del peso che sento. Piango dentro di me ogni giorno nella speranza che torni da me e mi porti via, lontano da qui. Nutro la speranza di rivederti , di rivedere la mia bambina, i miei bambini, di riabbracciare i miei cari. Lo so, lo so che vengo a vedervi tutte le notti nei miei sogni, che sogni non sono, ma viaggi astrali. Ma quanto pesa questa dimensione...quanto mi pesa sul cuore e sull'anima. 
Nutro la speranza di vivere una vita nuova insieme e di continuare ad amarci come abbiamo sempre, e sottolineo sempre, fatto. Ti amo, amore mio. Spirito di Luce, aiutami a sopportare il fardello del tuo vuoto. Com'è tremendo percepire la tua vicinanza, ogni giorno di più, non vedendo il tuo volto, la tua pelle, il tuo corpo... 
Da una parte è consolatorio, dall'altra parte è assassino. Dovrei vivere cieca per poter essere felice. Ma non sono cieca e non voglio esserlo. Ti amo, e non smetterò mai, MAI di amarti. Attenderò quanto tempo dovrò, perché so che un giorno saremo insieme. Lo sento. Lo so. 


venerdì 8 marzo 2013

Espressione di se stessi.

Sto dipingendo troppo, e senza ispirazione...
cosa potrei rappresentare di me che possa piacere alla gente?
Sì, sono una pittrice, seppur ancora nessuno mi conosce. Ma per farmi conoscere, almeno un po' dovrei conformarmi alla società...
Già...dovrei...


Io, che dipingo Angeli nudi in ricerca della carne e di passione...



O Angeli decaduti che si nutrono dell'energia macabra della fine di tutto e del niente...


Io, che ascoltando il silenzio traggo i convulsi rumori più assordanti di un clavicembalo inesistente...


Io, che ritraggo il sangue, la morte, la vita, l'amore e la passione sfrenata di notti di fuoco...






Io, che sono espressione profana della santità eterna...
che posto ho in questo mondo di automi omologati?

lunedì 18 febbraio 2013

Ecco qua...

Guardate un po' qui...


Osservando in silenzio il mondo...

E' una coincidenza che il Papa abbia abdicato proprio adesso che c'è maggiore attività a livello extraterrestre? Perché?



 E guardate cosa succede pochi giorni dopo...



Questo...credo sia solo l'inizio...

visto che quello che sta per succedere a noi, in Campania è molto grave...e non credo che neanche questa sia una coincidenza...


"PRIMA DELLA CENSURA… RICONDIVIDI QUESTA FOTO E ISCRIVITI A ZEROGAS www.facebook.com/zerogas - A rischio quasi due milioni di persone, considerate “carne da macello” da chi detiene il potere. Quello che lo Stato italiano non dice alla sua popolazione. Sono stati registrati terremoti superficiali con ipocentro localizzato lungo il condotto, oltre che in emissioni fumaroliche lungo i fianchi del cono e del cratere.
A parere degli esperti, una più che probabile ripresa dell’attività eruttiva, implicherebbe quindi un rapido rilascio di tutta l’energia accumulata. E’ considerato dagli esperti uno dei vulcani a maggior rischio del mondo. La sua storia ha insegnato che può produrre sia eruzioni effusive, sotto forma di effusione di colate laviche, nonché le ben più pericolose eruzioni esplosive.
Nel frattempo, in attesa del peggio, la NATO ha evacuato alcuni suoi insediamenti nell’area.
Ma questo è un segreto militare, meglio non far sapere nulla ai sudditi italioti.
Fatto sta che la Regione Campania dovrà fornire entro il 31 marzo 2013, elementi utili ad una delimitazione ancora più definita della “zona rossa” e del numero di residenti che andrebbero effettivamente allontanati in caso di eruzione del Vesuvio. Analogo dettaglio andrà precisato entro giugno per i campi Flegrei. Lo ha reso noto il capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli (ex capo dei servivi segreti civili), in una recente conferenza stampa. “Non è una differenza da poco – ha sottolineato Gabrielli – avere un censimento preciso permetterebbe di calibrare ancora meglio le procedure di evacuazione che nel caso del Vesuvio, al momento, riguarderebbero 800mila persone e nel caso dei Campi Flegrei altre 400mila. Un’eventuale evacuazione anche via mare? Sino ad oggi si è pensato solo al trasporto su gomma, ma è un’ipotesi che non mi sento di escludere in partenza”. Certo, sarebbe un evento di proporzioni importanti, che proporrebbe una serie di problemi almeno in parte gestibili solo sul campo, nell’immediato, e che dal punto di vista dei costi richiederebbe un fondo molto cospicuo e, quasi inevitabilmente, un contributo dell’Unione europea”.Piano di “emergenza” – Lo scenario atteso dalle autorità italiane è catastrofico, eppure sul sito della Protezione Civile l’ultimo aggiornamento visibile alla popolazione risale al 2006.
CONTINUA A LEGGERE QUI…. http://www.iconicon.it/blog/2013/02/eruzione-del-vesuvio-quello-che-lo-stato-italiano-dice-alla-sua-popolazione/ "
 
Dalla pagina di Zerogas.
 
 

 

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