martedì 27 marzo 2012
lunedì 19 marzo 2012
Motivo di vita
La purezza è la chiave che ci rende liberi.
Conservarsi nonostante i cambiamenti, fisici o morali, è l'impresa più difficile che si possa mai superare nella fase di una crescita. Ma quasi mai viene compiuta. Il gelido vento dell'inverno, ora, lascerà posto alla primavera e un'altra estate camminerà di nuovo, calpestando la precedente e tutte le sensazioni e le angosce che vi ho passato. Questa é la mia vita, devo tenermela stretta. Questo è il mio cuore, devo lasciarlo originario. Sono io, sono Nocticula. Ho il destino nelle mie mani, le scelte nelle mie mani, il mio cuore nelle mie mani. Madre mia, tu mi adoravi per il mio carattere, per ciò che ero e per la mia personalità. E la corruzione del mondo mi stava cambiando, mi stava distruggendo e mi stava rendendo parte di esso. Come ho potuto essere così stupida da cascarci?
Finalmente ho capito il vero senso del cambiamento di ognuno di noi. Io mi conserverò, madre. Te lo prometto. Conserverò me stessa, la mia indole, il mio essere e farò di tutto per difenderlo. Sarò la guerriera di luce che sono sempre stata. Grazie.
domenica 18 marzo 2012
Riprendiamo la catena e continiamo a fabbricare gli anelli che ci stavamo attaccando!
Miei cari lettori,
vi ringrazio di seguirmi se mi seguite e ringrazio chiunque avrà la pazienza di leggere ciò che scriverò tra breve.
E' passato parecchio tempo da quando iniziai questo blog...all'incirca un anno se non sbaglio. 109 post finora. Sembrano pochi, ma in realtà sono più di quanti me ne aspettassi. Spesso non ho avuto tempo e sono stata assente come amministratrice, ma voglio risarcire il mio errore continuando a scrivere i racconti che, a quanto pare qualcuno legge (e spero segue). Ho aggiunto qualche sondaggio così mi farete sapere cosa pensate del mio modo di scrivere e delle mie storie, del mio stile, se ne emerge uno, e se potete, scrivete nei commenti le vostre critihe più meschine in modo tale da capire se risulto banale o meno. Mi piace fare la blogger. Amo scrivere quasi quanto amo disegnare e leggere. Riesco a esprimere me stessa come voglio e come amo fare, potrei passare ore a scrivere scrivere e scrivere, senza fare altro, senza distrarmi un giorno e forse lo farò nei momenti più difficili quando non avrò nientaltro da fare che piangermi addosso. Ed in effetti, alcune se non parecchie volte l'ho fatto. Tengo ancora conservate tutte le lettere che mi scambiavo con la mia Mamma Claudietta, quando avevo ancora 15 anni, e i miei diari di quando ne avevo tredici e tutti i ricordi della mia adolescenza fino ad oggi. Amo lasciare reliquie del mio passato e leggere a distanza di anni. Mi piace ricordare il passato, affondare in quegli antichi meandri nel tentativo di ricostruire la vecchia me e di fare un confronto dettagliato con quella di oggi. Per cui, miei cari lettori, eccetto divagazioni instruse, spero che mi accontenterete leggendo ciò che scrivo, leggendo me, leggendo i miei racconti e ricostruendo la mia persona in quanto scrittrice e ritrovarci nel nostro luogo comune affinché possiate capire le mie sofferenze, le mie aspirazioni, le mie noie, gioie, rancori, frivolezze, deliri, sensazioni, passioni, insomma tutto ciò che caratterizza una pazza diciottenne con la mania di buttare giù un fiume di idee e parole con un ordine preciso e con un senso compiuto. Vi ringrazio ancora, miei cari e buona lettura, spero di non deludervi!
martedì 6 marzo 2012
Dilemmi di una scrittrice...
Ero così entusiasta all'idea di ritornare di nuovo sul mio blog. Non vedevo l'ora di ritornare a scrivere. Ma...un difetto che non mi toglierò mai é che io non mi programmo mai le cose se non è strettamente necessario. Questo, per esempio, non tenevo necessario programmarmelo. Così sono corsa al computer, sono entrata nel mio blog e quando mi sono trovata di fronte al mio 'foglio' virtuale...puf.
Sfiatata come la Sprite. Non mi usciva niente. Niente da dire. Ho talmente tante cose di cui scrivere che mi viene un blocco, non riesco a incanalarle in un pensiero compiuto e a portarlo avanti e mi ritrovo ancora con il foglio fastidiosamente bianco. Così ho scritto di getto tutto quello che sto pensando in questo momento. Vorrei scrivere come mi sento, ma ne ho scritto talmente tante volte, nel mio diario cartaceo, in altri post e mi sono resa conto che non è mai cambiato nulla di come mi sentivo mesi fa. Un tumulto ricco di tempesta, sofferenza, rabbia, angoscie, preoccupazioni, frustrazioni, gioie, frenesie, sensazioni, sentimenti intensi, anche vuoti, ma sempre gli stessi...sempre i miei stati d'animo abituali. Non sono cambiata da questo punto di vista. Descrivo tutto ciò che sento, tutto ciò che vedo e tutto ciò che provo con delle scene in cui inserisco elementi visivi, uditivi, fisici, di grande impatto sensoriale, che fanno percepire al lettore di essere nel mio corpo e non nel suo.
Avevo i racconti da continuare, le poesie, le canzoni, ma non ho voglia di fare niente di tutto questo. Più mi avvicino alla soluzione del problema, più me ne allontano. Eppure ho bisogno di riavvicinarmi ai miei vecchi e cari personaggi, alcuni dei qualsi sono morti poiché le persone che li rappresentavano nella vita reale non hanno più a che fare con la sottoscritta scrittrice. E' la vita. Le amicizie vanno e vengono. 'Con gioia lascerai ' dice il Rede. Ebbene, eccomi qua. A scrivere di non riuscire a scrivere. Cosa fare, oh mio odiato internet? Aspettare che mi venga l'ispirazione scrivendo e lasciare acceso il computer aspettando un momento che non arriverà mai perché mio padre mi caccerà via dallo studio? Oppure affidarmi in quel momento alla buona vecchia carta, come di consueto e far morire così il mio desiderio di scriverlo in bella copia, con il bel corsivo colorato, sulla simpatica grafica luccicante de La Collina?
Nonostante non abbia niente da dire le mie dita sbottano parole come un fiume in piena devasta dighe e campagne. Maledetto blocco, quanto scriverei, se solo avessi un tempo infinito, inesauribile, sarebbe il mio Paradiso segreto. La migliore occupazione che potrei desiderare. Ma stiamo sempre lì a desiderare l'utopia, sopportanto una realtà nuda e cruda e soffrendo ogni giorno la mancanza di qualcosa che non avremo mai.
Sfiatata come la Sprite. Non mi usciva niente. Niente da dire. Ho talmente tante cose di cui scrivere che mi viene un blocco, non riesco a incanalarle in un pensiero compiuto e a portarlo avanti e mi ritrovo ancora con il foglio fastidiosamente bianco. Così ho scritto di getto tutto quello che sto pensando in questo momento. Vorrei scrivere come mi sento, ma ne ho scritto talmente tante volte, nel mio diario cartaceo, in altri post e mi sono resa conto che non è mai cambiato nulla di come mi sentivo mesi fa. Un tumulto ricco di tempesta, sofferenza, rabbia, angoscie, preoccupazioni, frustrazioni, gioie, frenesie, sensazioni, sentimenti intensi, anche vuoti, ma sempre gli stessi...sempre i miei stati d'animo abituali. Non sono cambiata da questo punto di vista. Descrivo tutto ciò che sento, tutto ciò che vedo e tutto ciò che provo con delle scene in cui inserisco elementi visivi, uditivi, fisici, di grande impatto sensoriale, che fanno percepire al lettore di essere nel mio corpo e non nel suo.
Avevo i racconti da continuare, le poesie, le canzoni, ma non ho voglia di fare niente di tutto questo. Più mi avvicino alla soluzione del problema, più me ne allontano. Eppure ho bisogno di riavvicinarmi ai miei vecchi e cari personaggi, alcuni dei qualsi sono morti poiché le persone che li rappresentavano nella vita reale non hanno più a che fare con la sottoscritta scrittrice. E' la vita. Le amicizie vanno e vengono. 'Con gioia lascerai ' dice il Rede. Ebbene, eccomi qua. A scrivere di non riuscire a scrivere. Cosa fare, oh mio odiato internet? Aspettare che mi venga l'ispirazione scrivendo e lasciare acceso il computer aspettando un momento che non arriverà mai perché mio padre mi caccerà via dallo studio? Oppure affidarmi in quel momento alla buona vecchia carta, come di consueto e far morire così il mio desiderio di scriverlo in bella copia, con il bel corsivo colorato, sulla simpatica grafica luccicante de La Collina?
Nonostante non abbia niente da dire le mie dita sbottano parole come un fiume in piena devasta dighe e campagne. Maledetto blocco, quanto scriverei, se solo avessi un tempo infinito, inesauribile, sarebbe il mio Paradiso segreto. La migliore occupazione che potrei desiderare. Ma stiamo sempre lì a desiderare l'utopia, sopportanto una realtà nuda e cruda e soffrendo ogni giorno la mancanza di qualcosa che non avremo mai.
giovedì 23 febbraio 2012
Warrior Girl
C'è un momento nella vita di ciascun individuo in cui si deve affrontare il proprio destino per crescere e maturare. Molte persone evitano di affrontarli. Hanno troppa paura, e li capisco. Ma si deve fare perché la situazione in cui siamo immersi da una vita ormai è diventata un involucro vuoto e consumato come la vecchia pelle di un serpente. A un certo punto non riusciamo più a tollerarlo, e se ce ne lamentiamo dobbiamo anche avere il fegato di rifiutarlo fino infondo senza piagnucolare e tornare indietro sul latte versato. Bisogna scendere in campo e combattere le proprie battaglie. Ma dobbiamo farlo noi. Non deve farlo qualcun altro al posto nostro. Ci può aiutare, ma il resto dobbiamo farlo noi. Qualsiasi siano le conseguenze necessarie. E io...sono pronta.
domenica 19 febbraio 2012
Affermare il proprio essere non è un'impresa facile.
Per niente. Stai lì e ti accorgi che tutti gli individui con cui hai a che fare, pure i più simili, non riescono a comprenderti. Mentre pare che tra loro abbiano un'intesa stretta. E allora soffri. Soffri perché vorresti stare sola, perché ci sei stata abituata, perché dopo anni ha iniziato a piacerti, perché dopo anni ti accorgi che la ferita della solitudine sanguina ancora e a volte desideri che qualcuno venga a rimarginarla, ma non c'è nessuno. Non c'è mai stato nessuno.
Piangi, strepidi, senti che il petto si squarcia dal dolore e nelle tue tempie, anche se non emetti alcun suono dalle labbra, rimbombano le tue urla di dolore e senti il sangue che sgorga dalle tue ferite e il bruciore nella tua carne di ognuna di loro. Vorresti fare a pezzi il mondo per il male che ti ha fatto. Vorresti trovare la pace e forse la trovi, ma temporaneamente, poi ti riversi in una realtà che ti strazia con una frusta d'acciaio e ti sussurra nelle orecchie che la pace, vera ed interiore, non la troverai mai. Condannata a soffrire per l'eternità?
Già. Dove esiste un luogo dove non si soffre? Non c'è. Da nessuna parte. E non ci sarà mai. Mai. Dovrai combattere. Sempre. E' l'unica verità di questo mondo che mi dà certezza piena. E ho intenzione di aggrapparmici, come ho sempre fatto. Niente e nessuno ti darà neanche un briciolo di pietà. L'Utopia è utopia. Non sarà mai reale. Mai. Non esisterà mai un'isola felice, e io lo so. Non per me. Non se vuoi mantenere le tue idee. Non se non vuoi omologarti con il resto delle pecore che si trovano su questo schifosissimo pianeta. Tutti annuiscono senza reagire. Io no. Perciò, io soffro, loro no.
Dovrò combattere per me stessa, per raggiungere i miei, sogni, ma anche solo per sopravvivere.
E' questo l'unico pilastro su cui mi posso basare.
mercoledì 1 febbraio 2012
Petali di Rosa Rossa
Tu mi fai rabbia. Sai perché mi fai rabbia?
Perché hai paura di perdermi. Non devi averne. Per niente.
Tu hai rubato il cuore dal mio costato così prepotentemente e ora hai paura che dallo scrigno, in cui l'hai nascosto così gelosamente, possa scappare via?
Quando rubi il cuore ad un'anima , la stessa sarà sempre tua. Sempre.
E, amore, credimi io sarò sempre tua.
Non pensare che svenda queste mie parole con tanta leggerezza, io sono un macigno, non una piuma e di leggerezza in me non v'è nemmeno l'ombra d'un infimo polpastrello. Queste parole sono sacre come l'acqua e il pane. Queste parole sono pure perché vengono direttamente dalla fonte del mio sangue. E io non soffro di emofilia. Il mio sangue non si sperpera così facilmente e il mio cuore batte solo per poche persone così forte. Anzi, forse, prima d'ora, non aveva mai battuto.
Io, molte volte, sento il mio cuore. Mi dice cose che nessuno mi può dire.
Sento che era destino che ci incontrassimo proprio in questo momento della mia vita. Sento che ci siamo riamati, di nuovo, adesso. Sento che prima di questa vita, tu mi conoscevi già. E forse anch'io, ma questo lo verificherò quando ti guarderò negli occhi.
Ma mi fermo qui. Il resto lo dirò a tempo debito.
Ti amo, Cavaliere. In pochi giorni hai cambiato la mia vita stando anche lontano da me. Come hai concepito tutto questo potere sulla mia anima?
E poi amore, guarda il calendario: siamo in Luna Crescente.
Come mai, mi domando proprio in Luna Crescente?
C'é un motivo, un motivo di fondo che potrebbe farmi rabbrividire ma che forse non conosco ancora.
Ma qualsiasi motivo possa essere, basta che non ti perdo e lo accetterò, perché tutto accetterò finché amore ci sarà a imperversare su di noi.
Io amo ciò che sei. Tutto quello che sei. Mi sento legata a te più che con qualsiasi altro essere vivente al mondo. E' qualcosa di potente. Un antico legame che solo ora si è risvegliato dal suo torpore perpetuo. Questo legame è indissolubile, quindi, amore, perché temere ciò che non si è mai verificato? Che o per volontà tua, o per volontà mia, mai e poi mai si concreterà?
Non ti tradirò, potessi perire. Come posso tradire il mio Amore?
Come posso tradire te, proprio te, che mi hai appena salvato dalla morte della mia anima sopita?
Prima che arrivassi tu, una parte della mia anima, non esisteva.
Niente è paragonabile a te, niente. Di tutti quelli che ho incontrato, nessuno era paragonabile. Io ti amo. Ti amo e non smetterò mai, mai di ripeterlo finché campo.
Prima di te io non credevo nemmeno nel matrimonio. Ma ancora non avevo conosciuto il vero amore, né credevo che esistesse. Ora lo conosco. E sento che quello che provo per te non avrà mai fine. Mai.
Ricordalo. Anche se non senti il rimbombo di bombe atomiche, il mio cuore esplode. Anche se non senti l'impetuoso abbattersi di uno tzunami, io ne vengo travolta. Anche se non senti il bollente calore delle fiamme di un incendio colossale io brucio in un fuoco imperterrito.
Tutto questo viene riassunto in poche parole, reliquie antiche passate attraverso bocche di coloro che hanno amato davvero, altre volte di coloro il cui cuore non ha mai battuto e non batterà mai.
Ti amo.
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