mercoledì 10 agosto 2011

Marianna & Kejlen








Due anime legate, nella vita e nella morte, allo stesso inevitabile destino.
Entrambi legati alla liberazione di una creatura dagli straordinari poteri, imprigionata nelle profondità marine.

Entrambi legati alla stessa distruzione...ma anche alla stessa rinascita.

Soryen sconvolgerà le loro vite.

Una Setta alle calcagna spaventata dal potere ineguagliabile di un Angelo Nero intrappolato in un corpo umano.

La reincarnazione di una strega pronta a dare la sua vita pur di salvare quella di centinaia di innocenti.

Un racconto fantasy, scritto sul blog de La Collina dei Menhir.

Ondine.

Dalìn Amelino.


lunedì 11 luglio 2011

*Marianna*




Marianna del Romanzo di Ondine.

Caratteristiche fisiche:


CAPELLI: Rossicci.

OCCHI: Grigi.

ALTEZZA: 1,68 m.

PESO: 53 kg.

SEGNI PARTICOLARI: Una voglia a forma di mezza luna in basso a sinistra sulla schiena.


Anagrafica:

ETA': 16 anni.

DATA DI NASCITA: 12 gennaio 1994.LUOGO DI NASCITA: Roma.

RESIDENZA: Napoli.

RAZZA: Umana.

Relazioni

GENITORI: Genitori umani, Allessandra Sannino e Giuseppe Fierro.

FRATELLI/SORELLE: Figlia unica.

CONSORTE: Kejlen.


FIGLI: Keira e Phoebe. 

PARTNER: Kejlen.


AMICI: Kejlen, Soryen, Mordred, Lucinda, il Capitano Smith, Andromeda, Lorenzo, Silvia.



Caratteristiche psicologiche:

CARATTERE: Tenace, testarda, determinata, tende a nascondere la sua vulnerabilità e si rende freda e scostante, ma nonostante ciò è anche molto dolce e molto passionale. Non si arrende facilmente e cerca di venire a capo di ogni problema che le si presenta di fronte fin quando non lo risolve. Coraggiosa, e soprattutto letale quando si difende.

PREGIO: Sicura di sé. Non ha paura di niente e sa valutare la situazione e venirne a capo con la soluzione giusta.

DIFETTO: Precipitosa, fatica a concentrarsi in quello che fa nonostante, quando si concentra, riesce nel suo intento. Quando si arrabbia è scontrosa e acida.

VEZZI: Giocherellare con i capelli quando è nervosa, e alzare la voce senza accorgersi di farlo quando si arrabbia.  


PASSIONI: La magia, il mare, il prendersi cura degli altri.




martedì 5 luglio 2011

Ascolta il soffio del vento che ti dice: URLA!



 

Il vento quella notte mi ascoltava.
Ed io ascoltavo lui.
Cercava di parlarmi, ma non avevo idea di cosa volesse dirmi.
Senonché un fremito mi percorse il corpo come il veleno immobilizza la vittima.
E allora capii.






Perché aspettare che l'inferno m'inghiotta, quando lo posso combattere?
Io ho ucciso.
E non riuscii a farlo più.
E tutto questo accadde nel Medioevo.


image



Credo di aver amato delle donne, in passato.
Ma per ora tengo stretta la mano del mio amore
e volo con lui.
Sento che per anni mi accompagnerà attraverso questa vita nelle mie battaglie...
E non lascerà mai la presa. 

 




Io combatterò sempre. Ho sempre lottato per ciò che amavo e non smetterò.
Mai.



domenica 26 giugno 2011

Bastano poche pagine di un vecchio libro mai riaperto...





Senza amore di giorno e senza una lacrima di notte. E' così che consumava la sua vita ormai. Attimo dopo attimo come i morsi dati con la foga di un cane affamato ad un pezzo di carne, solo che lei voleva ingoiare i pezzi di carne con disperata amarezza perchè finissero al più presto, perchè viveva intrappolata in un quadro di angoscia. Immortalata e immobile appariva con lo sguardo perso nel vuoto e torvo aspettando che il dolore prendesse il sopravvento, attraverso i violenti colpi di pennello di un esasperato artista che esprime con tutte le sue lacrime la sua perenne schiavitù.

Devi resistere, tieni duro.

Le diceva la testa. Ma il cuore era ormai straziato dalle sferzate.
E non sapeva quanto ci sarebbe voluto per guarire tutte quelle ferite.

Sangue, quanto sangue nel suo passato. Lei era nella stanza, raggomitolata su sé stessa in un angolo buio. La cascata di capelli d'ebano le nascondevano il viso ormai bagnato di straripanti lacrime ripetitive. Le mani sulle orecchie per coprire le voci che le giravano nella testa, e nel tentativo di spegnere la sua stessa voce. La pazzia la stava guidando sull'orlo dell'oblio e l'oblio le aveva fatto compagnia insieme al dolore, mentre il dolore teneva strettamente per mano la rabbia.

Questa immagine di sè stessa, seppur fosse rimpicciolita nel suo subconscio più nascosto, sapeva che viveva con lei, sapeva che quella parte straziata da quell'antico dolore atroce, viveva e continuava a persistere con lei.  Si era mentita spudoratamente, ma l'aveva fatto per salvarsi dalla morte, e ci era riuscita!

Ma ci era riuscita anche perchè sapeva di poter vincere. Sapeva che c'era ancora speranza. Ma una speranza certa. Non una mera credenza in un esito utopico che non sarebbe mai potuto esistere.

Tutto quell'universo di emozioni lo ritrovò nelle pagine de l'Intervista col Vampiro di Anne Rice del 1975. Ma prima ancora di quello, l'estate scorsa con il terzo volume della stessa autrice, La Regina dei dannati. Tutto ciò che sentiva era lì. Quel libro descriveva la bufera di emozioni , di sentimenti, di tormenti, di alterazioni, di disperazioni, di commenti, di accettazioni dell'Io, ripensamenti, di obblighi, di pianti che costituiva tutto ciò che vorticava nella sua testa.

Dopo di che non ce la fece più.

Ne aveva abbastanza di quel vortice disperato, fatto di rabbia e di frustrazione, voleva qualcosa di leggero, di colorato che fosse diverso da tutto ciò che fino a quel momento le aveva riempito il cuore malevolmente come l'acqua in un bicchiere stracolmo.
Voleva salvarsi dall'affogare in quel bicchiere troppo stretto. E così, prese qualcosa, che aveva dimenticato. Qualcosa che apparteneva alla ragazzina che fu tanti anni fa e che volle dimenticare, perchè in realtà, quella ragazzina la disprezzava.

Ma quel giorno no. A volte viene il momento in cui si mette da parte tutta la rabbia - e viene praticamente naturale - e questa lascia posto alla calma e ad un - non più disperato ma - sincero, allegro, sorridente bisogno di riconciliarsi con chi si ha litigato.
Ebbene, lei aveva litigato con quella bambina. Non aveva messo in pace se stessa.
Fino ad allora.

Questo qualcosa, era un libro. Uno di quei libri che spesso leggeva cinque anni fa.
La trilogia completa delle Cronache del Mondo Emerso.
Era arrivata a metà del secondo libro.  E ancora non aveva finito di leggere un capitolo le cui ultime pagine erano rimaste in sospeso per anni con una promessa che non si realizzava mai, per un motivo o per un altro.
Ma che importava. Ormai era lì, e lo stava leggendo.
Strano. Erano soltanto sette pagine che rimanevano di quel capitolo. All'epoca le erano sembrate tante. E si stancò subito, non solo perchè le pagine sembravano tante, ma perchè ormai riteneva il fantasy troppo lontano dalla realtà.

Ma quando riscoprì, diventando mezza adulta, il mondo dei vampiri, degli elfi, delle sirene, dei licantropi, e sapendo orientarsi con abilità e con maturità tra quelle che erano le storie di qualità e non, si rese conto che il fantasy era morto in lei, perchè era morta la fantasia.

E la fantasia non deve mai morire. Mai.
Si ricordò del perchè le piaceva leggere Licia Troisi. Si ricordò perchè adorava Xena, la serie tv. Perchè rappresentavano tutto ciò che lei era sempre stata. Sia in questa che nella vita precedente.
Lei era una guerriera. Lei poteva vincere quest'inferno perchè era una guerriera. Sapeva di esserlo. E sapeva di essere identica a tutte le protagoniste che studiava con vorace interesse nelle storie fantasy.
Si sorprese scoprendo da dove avesse preso, come un figlio prende dal padre, il coraggio, e la forza e la fiamma ardente della vita.
Nihal, della Terra del Vento, aveva sempre vissuto in lei. Era come lei.
Xena era presente nella sua tenacia e nella sua caparbietà.
Dubhe era oscura come lei, perchè sapeva che entrambe avevano in comune lo stesso inferno.

E guardandomi allo specchio, vedendo ciò che vedeva lei, comprendendo poco a poco, che se alzavo io il braccio, con sincronia lo alzava anche lei, mostrai il mio volto a quella figura e lei mi mostrò il suo.

A quel punto realizzai che quella ragazza imprigionata nella stanza, non potevo essere che io.



mercoledì 22 giugno 2011

_)O(__*Litha*__)O(_


Litha. Il Solstizio d'Estate. Si festeggia il 21, 22 giugno e qui, come a Samhain il Mondo Magico e il Mondo Terreno si avvicinano. Questo giorno è il più lungo di tutto l'anno e gli spiriti insieme alle fate danzano insieme ad Oberon e Titania in una festa dionisiaca ed edonistica nella quale le streghe e le energie naturali sono in perfetta sintonia tra loro.


Ecco come una nostra cara amica wiccan ci illustra Litha: parliamo di Silver Raven Wolf.




"In questa data le Streghe celebrano la forza del Dio, in tutto il suo splendore e la sua passionalità. Il Dio raggiunge il suo culmine in questo momento. Essendo una festa del fuoco, il Solstizio d'Estate può includere il falò fatto con i nove tipi di legno tradizionali. Il Re Quercia e il Re Agrifoglio, che hanno già lottato a Yule, combattono di nuovo. Questa volta vince il re Agrifoglio, che regnerà fino al prossimo Yule. In questo periodo le Streghe preparano amuleti solari protettivi, per proteggere la famiglia e altre cose tradizionali. Le piante sacre, come nella tradizione druidica, raggiungono qui il loro culmine magiko, e le streghe si dedicano alla raccolta delle erbe.
I familiari e gli animali domestici occupano un posto d'onore durante questa festa, e le Streghe fanno entrare i loro animali domestici nel cerchio magiko perché ricevano benedizione e magia protettiva."


Penso, ci farà comodo un'altra citazione, l'ho presa da un'altro sito, ma non ricordo se è di Scott Cunningham ciò che c'è scritto.
Comunque sia vi dò il link.


http://fiabedifate.altervista.org/FavoleMitiLeggende/CalendarioCeltico.htm




"Detta anche Mediosaminos o Litha. La data esatta della antica festività celtica coincideva sicuramente col solstizio del 21 giugno (la notte più corta dell'anno) ma oggi molte celebrazioni popolari sono state spostate al 24 (notte del 23) in coincidenza con la festa di San Giovanni Battista... Come Samhain, Litha è un altro giorno in cui i confini tra i mondi sono sottili, quando i mortali hanno strane esperienze e quando le fate si adunano per le valli. Questo è il perchè Litha è il mese "aggiuntivo" del calendario Anglo-Sassone, aggiunto ogni anno per portare i mesi lunari in linea con l'anno solare. La caratteristica di Litha di essere un "giorno fuori dal tempo" è molto diversa da quella di Samhain. Litha ha le qualità al contrario ; cioè le cose sono spesso ribaltate o confuse (es. le candele sono messe a galleggiare sull'acqua e si esprimono desideri su queste). "


Sappiate, comunque, che non intendo mettervi il cucchiaino in bocca.
Se volete conoscere la Wicca, e vi interessa veramente dovrete cercarle voi le informazioni che dovete sapere.
E' la prima cosa che una strega deve fare.

Osare,
Conoscere,
Volere,
Tacere.

Questa si chiama 'La Piramide delle Streghe'.
Buon Cammino.


E Buon Litha!





domenica 19 giugno 2011

Ebbene, sono ritornata.




Eccomi qui. Vi sarete chiesti che fine avessi fatto da qualche mese a questa parte.
Non avevo molto tempo a disposizione per scrivere, così ho trascurato un po' il blog.
Poi ho avuto dei ripensamenti, ovvero, volevo eliminare il blog, perché si stava incacagliando tutto. Il contatore non si vedeva più, l'ipod stava perdendo tutte le canzoni...e poi ho iniziato a pensare che qualcuno prima o poi avrebbe fatto copia-incolla dei miei racconti e li avrebbe spacciati per suoi.
Finita la scuola, internet è tornato ad occupare un quarto della mia vita e così un po' su Facebook, un po' di là, un po' di qua ho chiesto se valeva la pena continuare a mantenere il blog o meno e molti mi hanno detto che era un peccato chiuderlo.
Così, eccomi qua.
Sto continuando il racconto di Vincolo di Sangue su Word, sto organizzando un romanzo a più mani sul gruppo di Artisti Incompresi online, sto scrivendo un mio diario personale...ho una vita letteraria molto attiva in effetti.
Per non parlare della vita sentimentale. Sorvoliamo, come fanno le aquile!



Dunque, mio gentile pubblico che non esiste, continuerò a scrivere, soprattutto in questo momento che ne ho una gran voglia! E non preoccupatevi che ne avrete di pagine e pagine da leggere!

Beh...del resto anch'io. Ho quel brutto vizio di accavallare i libri che sto leggendo.
Ho quasi finito Intervista col Vampiro di Anne Rice, ma non ho resistito alla tentazione di aprire già i primi capitoli di 20000 leghe sotto i mari di Jules Verne!!!
Dopo mi aspettano: Scelti dalle tenebre, Il sogno di una notte di mezz'estate, La dodicesima notte, I racconti di Necronomicon di Lovecraft e ancora, Le Nebbie di Avalon, e non dimentichiamo che devo completare la biografia di Che Guevara!!!
Ho un bell'elenco...che può continuare all'infinito, aggiungerei.



Come fa la gente, dico io, a non interessarsi alla lettura?
Oddio, mi sono espressa male, non parlo della gente in generale, parlo dei ragazzi. E' bellissimo poter immedesimarsi nelle scene del racconto, immaginandosi ciò che accade lettera per lettera, scorrendo implacabilmente gli occhi sui righi neri della carta bianca. Puoi vedere tutto con gli occhi della mente. E questa è una cosa che molti hanno dimenticato. La fantasia. Quasi nessuno riesce a sprigionare la propria fantasia. Molti l'hanno persa quando sono cresciuti, chiudendo il proprio cuore e adattandosi alla società che ci circonda limitandoci ad essere amareggiati dalla realtà che vogliono metterci davanti agli occhi, con dei limiti, con dei confini. Non ci devono essere confini per una mente umana. E' questa la nostra capacità che nessun altro essere vivente ha. Perchè dobbiamo reprimerla? Perchè dobbiamo buttarla via come se non avesse valore?
Io non vivo senza fantasia. Senza la voglia di sognare. Sognare è gratis. Non costa niente.
Cosa ci costa? Poi si sa...si deve sognare, non con moderazione, ma con criterio. Ecco, questa è un'altra cosa che manca a tanti. A troppi.

Vabè sto dilagando... ma, sapete, questa è una cosa che mi fa rabbia. Perché non sopporto le persone che dicono 'No, questo è così, punto.'...si sbagliano di grosso.



Bene, dunque, Gentile pubblico che non esiste,
io ora me ne vò,
ma se vi capita di sentirmi le parole sopracitate,
fatemi il favore di darmi una padellata in testa.
A tutti voi una serena e illuminata giornata di giugno,
e aspettatevi altri capitoli!




sabato 26 febbraio 2011

Vampire Princess Miyu



Vampire Princess Miyu è un Manga che ha catturato la mia attenzione fin dalla prima volta che mi è capitato sotto gli occhi. Mentre bazzicavo su Youtube alla ricerca di video delle puntate di un altro bellissimo Anime quale è Trinity Blood, che orbita la sua trama attorno alla figura del personaggio storico di Caterina Sforza, distinsi immediatamente tra gli altri titoli le parole 'Vampire' e 'Miyu': i vampiri, si sa, mi affascinano tantissimo, come qualsiasi altra creatura mitologica o fantastica, o horror, o gotica; Miyu è uno dei nomi giapponesi che amo da morire e non ho potuto fare a meno del delizioso mix che formavano questi due 'elementi' visivi. Dunque cliccai quello che divenne, dopo qualche secondo, il titolo del video in viola e, da quello, guardai tutti gli episodi fino al n° 5. Andai, inoltre su Wikipedia a dare un'occhiata alla trama e ai personaggi, e ho approfondito l'argomento. Il personaggio di Miyu mi è piaciuto subito, sia caratterialmente che fisicamente. Ho intenzione di farmi lo stesso taglio di capelli. Lo adoro!


Un altro tipo di creature che adoro di questo Manga sono gli Shinma. Gli Shinma sono delle creature delle tenebre e possono essere sia buoni che cattivi; questo rende la trama interessantissima, in quanto tratta di temi profondi e polifacciali e non del solito stereotipo della ragazza che combatte e sconfigge il male per difendere il bene. Anzi, lei stessa ha sia degli aspetti umani che atteggiamenti freddi e severi nei confronti sia delle vittime degli Shinma che nei confronti degli Shinma stessi. Sono personaggi molto articolati e ricchi di fascino. E io me ne sono innamorata subito.




Larva, è un altro bellissimo personaggio. Bellissimo, fisicamente? Non intendo quello. Sicuramente è di un'estetica impareggiabile, ma la sua bellezza non deriva dagli aspetti fisici, piucchealtro dalla complessità psicologico-caratteriale del suo animo. Inoltre il suo aspetto mi ricorda quello del Cupo Mietitore di anime( e chissà forse che non derivi proprio da quello!), infatti dispone di un ampio mantello nero, che lo copre del tutto, e di una falce. Ma soprattutto è la caratteristica della maschera che mi intriga. Non so perchè la porti, ma per me accentua la sua somiglianza la figura della Morte che ho nominato prima. Naturalmente vi chiederete perchè mi sono soffermata sull'aspetto fisico, visto che facevo tanto la filosofa con il discorso sull'aspetto caratteriale dei personaggi :P....
Spero sia perdonabile, in quanto dico che l'aspetto esteriore rispecchia quello interiore. E Larva è un personaggio dall'anima di tenebra e, come Miyu, non solo vive nelle tenebre, ma è parte di esse. E quale fascino più accattivante può esserci se non quello delle creature del buio e della notte?







sabato 15 gennaio 2011

Il Testamento


Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già

ai protettori delle battone
lascio un impiego da ragioniere
perché provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione

ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana

voglio lasciare a Bianca Maria
che se ne frega della decenza
un attestato di benemerenza
che al matrimonio le spiani la via

con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto

sorella morte lasciami il tempo
di terminare il mio testamento
lasciami il tempo di salutare
di riverire di ringraziare
tutti gli artefici del girotondo
intorno al letto di un moribondo

signor becchino mi ascolti un poco
il suo lavoro a tutti non piace
non lo consideran tanto un bel gioco
coprir di terra chi riposa in pace

ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro

per quella candida vecchia contessa
che non si muove più dal mio letto
per estirparmi l'insana promessa
di riservarle i miei numeri al lotto

non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati

quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima forse una sola
sulla mia tomba si spenderà
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà

se dalla carne mia già corrosa
dove il mio cuore ha battuto un tempo
dovesse nascere un giorno una rosa
la do alla donna che mi offrì il suo pianto

per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore

a te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all'angolo di quella chiesa
offri le immagini ai belli ed ai brutti

lascio le note di questa canzone
canto il dolore della tua illusione
a te che sei costretta per tirare avanti
costretta a vendere Cristo e i santi

quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro già sulla terra
amammo tutti l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore soli.

Fabrizio De André

sabato 1 gennaio 2011

La Wicca, cos'è?



La Wicca è la religione delle streghe, una religione che si concentra attorno al rispetto della Natura nella quale vengono riconosciuti il Dio e la Dea.
Molte delle tecniche Wiccan sono di origine sciamanica, quindi può di buon grado essere definita come una religione sciamanica, anche se oggi sono state abbandonate le dure prove del dolore, e l'uso di allucinogeni in favore di canto, meditazione, della concentrazione, della visualizzazione, della musica, della danza della invocazione e del dramma rituale. Con tali tecniche spirituali la strega raggiunge uno stato di concentrazione e di elevazione spirituale.
La Wicca insegna che la Natura include uno spettro di stati mentali e spirituali, dei quali molti di noi ignorano l'esistenza. Un rituale Wiccan efficace consente infatti si scivolare in questi stati consentendoci la comunione con la Dea e il Dio.La wicca non vede le divinità come entità distante, al di sopra della realtà sensibile. La Dea e il Dio sono immanenti, sono entrambi dentro di noi e si manifestano in tutta la Natura. Non vi è nulla che non sia degli Dei. Si può dire quindi che la Wicca aiuti chi la pratica nella comprensione dell'universo e del proprio posto in esso. I templi wiccan sono i prati fioriti, i boschi, le foreste una spiaggia , ogni volta che un wiccan si trova all'aperto è circondato dalla divinità.
Vengono venerati il Dio e la Dea , dualisticamente (anche se non in tutte le correnti wicca) e tenendoli in eguale considerazione , essi sono affettuosi e amorevoli e non distanti ma presenti in natura.Come altre religioni anche la Wicca crede nella reincarnazione la spirale è simbolo di nascita e continua rinascita come in un vortice eterno.
Come altre religioni inoltre la Wicca utilizza magia religiosa. Attraverso la preghiera alle divinità espandiamo la nostra concentrazione proiettando all'esterno le nostre energie e col tempo facciamo esaudire le nostre preghiere.
Questo è un tipo di magia che muove energie naturali per provocare un cambiamento necessario. Per benedire luoghi rituali, per migliorare noi stessi e il mondo in cui viviamo.
La Wicca è una religione che abbraccia anche la magia, se state cercando di praticare magia la wicca non è la risposta adatta a voi.
Il punto focale della Wicca è una unione gioiosa con la Natura (non esistono dei malvagi a cui addossare le colpe dei nostri fallimenti, il wiccan è responsabile delle proprie azioni, che sono in armonia con i propri ideali), una fusione con gli Dei e le Dee e le energie universali che hanno creato tutto ciò che esiste.
La Wicca è una personale e positiva celebrazione della vita

 



Il Rede Wiccan
(trad. di Lupa)


In totale fiducia e amore,
la legge Wiccan devi seguire.
Vivi e lascia vivere,
leale nel dare e nel ricevere.
Quando tre volte il cerchio hai tracciato,
il male al di fuori è confinato.
Il tuo incantesimo è sigillato,
se con la rima lo hai legato.
Lo sguardo sereno, leggero il tocco,
ascolta molto e parla poco.
In Deosil, se la Luna sta crescendo,
la Runa delle Streghe vai cantando.
In Widdershins con la calante Luna,
del bando canta la Runa.
La Luna nuova onora,
baciando due volte la mano alla Signora.
Per avere buona Fortuna,
esprimi i desideri quando è Piena la Luna.
Se il vento del Nord porta tempesta,
abbassa le vele e in casa resta.
Se il vento dal Sud soffierà,
l'amore sulla bocca ti bacerà.
Se il vento dall'Ovest si è alzato,
non trova pace chi è trapassato.
Da Oriente il vento porterà
aria di festa e novità.
Nove ceppi nel calderone porrai,
veloce e piano li brucerai.
Il Sambuco sia l'albero della Signora,
non bruciarlo o maledetto tu sia ora.
Quando la ruota comincia a girare,
i fuochi di Beltane inizia a bruciare,
quando la ruota a Yule giungerà,
accendi il ceppo e il Cornuto regnerà.
Una pietra nella corrente è lanciata
da chi desidera verità svelata.
Dalla Signora tu sia benedetto,
se fiori e selva tratti con rispetto.
Quando è vera la tua necessità,
non badare all'altrui avidità.
Se con lo stolto il tuo tempo hai buttato,
fra i suoi amici sarai annoverato.
Alla Legge del Tre devi badare,
tre volte nel bene, tre volte nel male.
Quando la sfortuna ti segna
una stella blu sulla fronte disegna.
In amore sii sempre vero,
se vuoi che il tuo amante sia sincero.
Della Wicca il Rede è uno:
"Fai ciò che vuoi, finché non nuoce a nessuno!"



Il Rede Wiccan, ossia le linee guida morali per il comportamento di chi segue questa religione, esiste in diverse forme, a seconda della tradizione o della congrega che si voglia esaminare. Le differenze tra queste forme sono però di dettaglio, laddove la sostanza consiste nella formula, uguale per tutti, “An it harms none, do as thou will”, tradotta in italiano con “Se non fa male a nessuno, fa ciò che vuoi”.


Questa espressione è tuttavia elementare solo in apparenza, e molto spesso trae in inganno il lettore superficiale che la interpreta con “fai come ti pare”, questo in seguito anche ad una certa ambiguità della lingua italiana. Vale pertanto la pena di esaminare con un po’ più di attenzione il Rede: cominciamo dalla prima parte:
-“Se non fa male a nessuno”. Questa frase va intesa nel modo più esteso possibile, vale a dire dobbiamo parlare di “male” in senso non solamente fisico, ma anche psicologico, psichico e spirituale; parimenti nessuno deve essere considerato un termine inclusivo non soltanto di altre persone, ma deve comprendere sé stessi, gli animali, le piante, l’ ambiente che ci circonda, dal momento che noi riconosciamo la presenza del divino in ogni cosa. Questo rende evidente come sia impossibile seguire alla lettera il Rede sempre, dal momento che la nostra vita dipende comunque da una serie di morti, dal momento che dobbiamo nutrirci. L’ invito quindi è ad essere sempre attenti alle responsabilità che ci assumiamo con le nostre azioni, sapendo che ciò che facciamo ci ritornerà moltiplicato per tre,per il bene e per il male.
-La seconda parte dice “fa ciò che vuoi”. Questo vuol dire una serie di cose: innanzitutto fa, ossia agisci. Nessuno può fare i tuoi compiti a casa: se vuoi che un qualche cosa accada nella tua vita, devi rimboccarti le maniche e darti da fare. L’ ultima parola è “vuoi”: il termine inglese, will, è più preciso, in quanto indica esclusivamente un atto di volizione, un thelema in atto, quindi non “come ti pare”, ma “come la tua volontà decide”. Inoltre la seconda persona singolare indica esattamente “come TU vuoi”: questo significa che innanzitutto bisogna che ciascuno di noi sappia esattamente che cosa realmente vuole, per poter mettere in atto le azioni necessarie a conseguire l’ oggetto della volizione e assumendosi le responsabilità relative a queste stesse azioni.


Ed in un mondo di persone confuse, stordite da messaggi dei media che cercano di creare sempre nuovi bisogni ed in cui la principale occupazione di ciascuno è cercare di non assumersi responsabilità non è una cosa da poco.
Vivere secondo il Rede vuol dire invece confrontarsi ogni giorno con sé stessi, scrutare a fondo nel proprio animo per scoprire che cosa è che realmente vogliamo in questa vita, che cosa dobbiamo fare per ottenerlo e quali sono le responsabilità che dovremo fatalmente assumerci per arrivare dove vogliamo, ossia, in breve, significa vivere in maniera consapevole, persone che camminano con una meta in mezzo a tanti che brancolano nel buio.



Fonti   www.wicca.it

Fasi Lunari...)O(

Post più popolari